Che ingenuità!

Come capita che si legge un giornale, ci si appiccicano le notizie addosso, e poi ci scappa che ci si indigna, ci si preoccupa per i destini dell’umanità, si auspica un ripensamento. Insomma, finisce che si cade giù dal seggiolone che ti stai facendo un bicchiere di rosso mentre te le vomita addosso una giornalista dalla TV del bar, quella che non hai il coraggio di dire se, mentre fai quella cosa cui attribuisci una certa sacralità, si potesse spegnere, o almeno se fosse possibile aumentate la razione di patatine e noccioline che, seppure fanno discretamente schifo, almeno scrocchiano rumorosamente sotto i denti e ti danno quel tanto di insonorizzazione sufficiente che ti consente di andare oltre un TG per aperitivo. soggetti3Niente da fare, io ho i miei modi, quelli che passano per dabbene, m’accontento – che non è mai vero che chi s’accontenta gode, bisognerebbe essere realisti e chiedere sempre e comunque l’impossibile – e chiedo poco. Mi merito di essere investito da quella pletora di brutture, che ne so, bombardamenti che colpiscono ospedali e ammazzano gente che non c’entra niente, teologi in pieno coming out – chi se ne frega di quello che fa un teologo nel letto di casa sua -, oppure un delicato senatore che in preda a machismi disperati simula eventi da cineteca porno con la grazia del bradipo! Per un attimo ti va giù male tutto, ti va di traverso la nocciolina con quel retrogusto di rancido che hai appena provato a fare scrocchiare… ti sembra di dire “in che mondo viviamo”. Poi ti rendi conto che quelle cose stanno insieme ed è questo che non va, che quelle cose lì stiano insieme, insieme magari ad un accordo su qualche punto di una riforma, ad un rigore che non c’era! Eppure, a eviscerare quei fatti, che c’entra la tragedia di interi popoli con l’eleganza del senatore con quel suo inno prorompente alla fellatio? Quella natura postribolare delle succursali del potere erano già presenti all’epoca in cui De Roberto scriveva i suoi “I Vicerè”, e non v’è dubbio che quel libro bisognerebbe che prima o poi sostituisse i Promessi Sposi sperando di smettere di tediare le giovani coscienze sino a disilluderle circa l’arricchimento possibile che potrebbe scaturire dalla lettura d’un buon libro. Ho la sensazione che il potere sia costretto talvolta a dare in pasto al mondo orripilanti cadute di stile giacché quelle, come il sipario della commedia dell’arte, annichiliscono allo sguardo l’orrore delle proprie deliberazioni, cosicché la gente, anzi, la gggente, quella con tante g, soggetto – quando non oggetto – indefinito e spersonalizzato possa urlare con la bava alla bocca il suo “tutti a casa”, in ciò preludendo esattamente alla volontà stessa del potere di sostituire se medesimo, attraverso il paradosso della democrazia – e per questa intendo il suo surrogato nel voto – proprio con se stesso. Chi se ne importa se v’è nel potere la dignità dell’abito morigerato se poi il bombardamento su di un campo profughi o un ospedale avviene comunque, se tagliatori di teste apparentemente fuorilegge possono commerciare con il mondo che dicono di volere distruggere, se popolazioni intere fuggono atterrite per l’orgia del potere, se chi lavora lo fa senza sapere per quanto ancora ed in condizioni di crescente privazione d’ogni diritto. No, mi dispiace, non ci casco! Fate pure ciò che volete, ho povere, anzi nulle, possibilità di ribaltare lo stato di cose esistente, spero solo che non si diffonda l’idea che ogni cittadino di questa terra abbia ancora la sveglia al collo e l’osso al naso. E poi “chiedere a chi ha il potere di riformare il potere!? Che ingenuità!” (Giordano Bruno). Ho il sospetto che ci vorrà molta legna nuova per nuove pire da qui a poco, quando saranno le moltitudini a vedere il re nudo, ma non basterà tutta la legna del mondo.

16 pensieri su “Che ingenuità!

  1. Concordo con te, Giò, è tutto così ben programmato, coordinato da uno scaltro, navigato team di registi, abilissimi a distogliere l’attenzione della massa dai fatti salienti della realtà (quella vera, intendo), con scempiaggini e miserie che poi, i mass media al soldo del potere, provvedono a riempire di significato.
    I fatti del giorno, o quelli ritenuti tali dalle nostre limitate intelligenze, sono rappresentative di quel ciarpame intellettuale, il “pastone” che ci viene propinato quotidianamente, atto a sopire, soprattutto, quelle intelligenze superficiali ma anche, ahimè, ad attrarre nel suo inganno anche chi, invece, deterrebbe ancora un certo potenziale di acume, ma pur sente di non potersi sottrarre alla boutade, così legittimandola.
    Brutti tempi, Giò, tempi oscuri questi, dove gli uomini ciechi guidano quelli che hanno la vista.
    Ma forse sono ipovedenti, un gradino appena sopra lo stato di cecità conclamata.

    Ingenuità, Giò?
    Io credo, invece, ad un misero patto di connivenza siglato tra chi detiene il potere e chi a quel potere fa mostra di opporsi.

    E se la resistenza di quelli ancora in grado di nutrire un pensiero proprio, si conduce su fb, credo che siamo veramente perduti.

    Un saluto, Giò.
    A presto

    • Proprio così Marilena, è il gioco delle parti… il potere esercita se stesso anche nella costruzione dell’ipotesi del suo rovesciamento. C’è un vecchio scritto di Marx, “Il carattere della Comune”, in cui si evidenziava come lucidamente il potere preparasse ciò che doveva sostituirlo persino attraverso presunti processi rivoluzionari che in realtà sostituivano una borghesia rapace con un’altra la cui unica differenza era nelle facce di chi la componeva. Le svolte autoritarie, i processi e le dissimulazioni sono preparati come in un’immenso risiko dal potere nella sua accezione piena e le istituzioni sono soltanto una delle quinte scenografiche di un’immensa messinscena. Non sono così disfattista e rassegnato, mi rendo conto che in tanti, in buona fede, hanno creduto di poter partecipare liberi al gioco democratico, accettare quel tavolo per cambiare le cose, ma la loro buona fede si misura nella loro estinzione progressiva… L’alternativa al potere e la sua negazione, il felice obiettivo di renderlo inutile, di costruire altro in rapporti antigerarchici, “orizzontali” tra le persone e non tra gruppi di pressione in cui esiste sempre e comunque un vertice che aspira al potere, una borghesia la cui unica aspirazione è quella di governare le contraddizioni perché tra le sue crepe c’è sempre qualcosa di putrido e disumano di cui nutrirsi. Buon tutto ed un caro saluto anche a te Marilena!

  2. Forse macchinazioni di tal genere richiederebbero una classe politica di livello assai superiore all’attuale, non intendo con questo migliore o peggiore. Qualcosa di andreottiana memoria. Qualcuno che anche nel voler far danno sappia guardare in prospettive più lunghe di quelle che conducono ad aver accumulato abbastanza giorni di legislatura da poter ricevere il vitalizio agognato.
    Chissà forse mi sbaglio e un progetto a lungo termine iniziato prima degli anni ’70 e ormai quasi completato dal nostro piccolo Napoleone domestico esiste, un progetto che la commissione Anselmi aveva portato agli onori delle cronache.
    Cambia nome al Blog, suggerisco La Tristezza. 😉
    E intanto si comincia a pensare di provare i nuovi tornado sulla testa dei siriani…

    • I Siriani hanno parecchi problemi, se proprio vogliamo bombardarli facciamolo con questa classe politica, così i tagliagole poi fuggirebbero atterriti nella direzione opposta invocando la convenzione di Ginevra. :-)) Credo comunque che tu abbia ragione, e la cosa più triste è che questi qui, compresi i piccoli Napoleoni in salsa nostrana non sono nemmeno consapevoli di essere parte di un progetto più complesso, né tanto meno sono così consapevoli della stessa cosa i suoi presunti oppositori… Il gioco delle parti in questi tempi grami non ha precedenti se non in Kafka e Pirandello!

  3. Caro amico, sempre c’è stato qualcuno che ha cercato, con autentico spirito umanitario, di far aprire gli occhi agli altri, ma chi è in malafede è molto più furbo e sa come turlupinare gli sprovveduti, soggiogati, ipnotizzati, illusi da coloro che ce l’hanno fata ad “avere un grande posto nel mondo”.
    Cri

    • Proprio così, a quanto pare il mondo è dei furbi, categoria che coincide sempre – e dalla notte dei tempi – con “potenti”. Occorre avere sempre qualche pessima qualità per peter accedere a queste categorie. Ma è anche evidente che l’accorciarsi delle acoperta riduce la platea degli approfittatori i quali finioscono con lo sbranarsoi tra loro, ed anche se questo può non dispiacere, i loro moti scomposti rischiano di travolgerci e di travolgere chiunque non sia abbastanza provvisto di risorse per sottrarsi a questa orgia disumana, e chi ha autentico spirito solidaristico viene considerato eversivo e pericoloso, dunque va marginalizzato! Grazie per il tuo intervento e buon tutto Cri!

  4. Al rischio di ripetermi, mai come in questi ultimi anni rileggo i decenni antecedenti la seconda guerra mondiale e capisco come sia possibile che sia accaduto ciò che è tristemente accaduto.
    Del resto, come si dice, la storia si ripete. In questo caso con le stesse dinamiche, facci caso: i PIGS (infelice sigla che richiama ai porci) del Sud, che non fanno abbastanza e che possono solo riscattarsi lavorando di più. Questa nota da sola costituisce una retorica che NON ci piace e che dovremmo rifiutare. E mi fermo qui.

    La cosa che più mi sorprende è che mai ci fu generazione nella storia che ebbe più tempo per studiare e per pensare di quella attuale. Mai ci fu una percentuale così alta di persone che ebbe accesso alle idee, alla cultura, allo sviluppo di una conoscenza e di una coscienza in tutta l’Europa. E’ triste vedere affondare nuovamente un continente in questo modo…

    • Hai ragione, aggiungerei semplicemente che le false categorie e le classificazioni che attribuiscono natura animalesca a pezzi di umanità poi proprio da loro (dunque da noi, nella fattispecie) vengono scaricate su chi sta ancora più in basso in una visione gerarchica della specie. Insomma, c’è sempre un sud con cui prendersela. Ma è questo l’uovo di colombo, se gli ultimi smettessero di cercare chi è più ultimo di loro quale comodo caprio espiatorio per le proprie miserie, e le moltitudini prendessero coscienza che la loro condizione involutiva dipende essenzialmente da chi sta in alto e non da chi è più in basso e tenta con ogni mezzo di poter sopravvivere (e mai il concetto di sopravvivenza è stato così dirimente) allora un cambiamnento vero dello stato di cose esistente sarebbe possibile. Gli alleati in questa battaglia sono gli operai tedeschi, i nostri contadini, i migranti… sono loro la maggioranza, sono loro che devono cominciare a parlarsi ed a guardarsi come accomunati in una battaglia vera (finalmente culturale) per un’emancipazione globale dallo sfruttamento! Ed invece, ahimé, finiscono per sbranarsi tra loro, facendo il gioco di chi dà l’uno in pasto all’altro nel più cinico e spietato divide et impera!

  5. Sarò pure ingenuo ma io ho ancora fiducia nell’umanità ed ho la convinzione che se ognuno di noi facesse sempre del suo meglio tutto cambierebbe.
    Perché se ci sono politici di un certo tipo, bombardamenti sugli ospedali e sacerdoti che sbandierano la propria omosessualità è perché a nessuno di noi interessa davvero.
    Pensiamo solo ai nostri interessi ed abbiamo brutti vizi come i politici, ce ne freghiamo di chi è sotto le bombe purché non riguardi casa nostra, diciamo agli altri ” fai quello che ti pare basta che lasci fare a me quello che mi pare” e lo spacciamo per altruismo e difesa della libertà individuale quando invece è solo menefreghismo… questo è il risultato.
    Bisogna trovare il coraggio di ricostruire se stessi ed i propri valori… tutto quello che è intorno si aggiusterà di conseguenza.
    Ma non bisogna mai smettere di credere che un cambiamento positivo sia possibile!!
    La rassegnazione è la peggiore arma che puntiamo ogni giorno contro noi stessi.
    A presto.

    • E’ proprio questo il senso che volevo dare al mio post. Il cambiamento non nasce dal potere ma lo travalica, lo rende inutile, vuoto, proprio come il “vestito nuovo del re”. Il cambiamento non consiste nel sostituire un politico con un altro, il potere con un altro potere, consiste nell’essere protagonista in rapporti fecondi ed orizzontali, degerarchizzati tra le persone. Persone vive che guardano oltre se stesse per riscoprirvi proprio se stesse in un nuovo umanesimo. Buon tutto Mr.

  6. Belle riflessioni forti. Siamo in un cul de sac storico. Ne usciremo, è una questione di corsi e ricorsi storici, ne usciremo (non so quando, ma per farlo è importante ritornare a sognare … l’utopia).

    • E’ questa la questione, uscirne… ma se ne esce avendo ben presente che c’è qualcosa cui tendere (l’utopia, appunto), ma anche quando vi sarà una consapevolezza diffusa, di massa che è necessario uscire da qualcosa. Ed è quest’ultima consapevolezza che manca per consentirsi quel cambiamento dello stato di cose esistente, per riuscire a pensare in grande, desiderare l’impossibile! Buon tutto!

    • Ahimè, niente vacanze, tutt’altro… Ma grazie davvero per la tua visita che ricambierà prestissimo. Sappi comunque che sto per tornare. :-)

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