Disobbedienze a basso costo

Nell’era dei boy scout al potere, dar ragione ad un prete, ancorché non proprio archetipico, potrebbe apparire un tantino conformista. Ma, caro Don Milani, ci avevi ragione, l’obbedienza non è una virtù. Quello che non mi è però completamente chiaro è a cosa dovrei disobbedire di questi tempi strani.DSC_0008 Cioè, per intendersi, se disobbedissi a qualche legge, con l’aria che tira, finirei per conquistarmi attestati di merito: mettiamo, ad esempio, che mi faccia corrompere, che ne so, mi vendo un’esame, mi metto a lavorare in nero, insomma, c’è il rischio che qualcuno mi nota e finisco a dirigere una partecipata, una municipale, divento un boiardo di stato. Prima si mettono a parlare bene di me, poi mi fanno i salamelecchi, gli inchini, mi propongono per questa o quella carica, e dopo che accetto, qualcuno tra i più ossequiosi potrebbe persino pagarmi un caffè, una cena, un Rolex e sempre più su una vacanza chissà dove, il viaggio intorno al mondo in yacht da trentadue metri in compagnia di chi mi pare, magari mi comprano un appartamento a mia insaputa. Se poi mi metto a disobbedire anche alle leggi non scritte della solidarietà umana, va a finire che mi fanno come minimo senatore! E no, e quello non è più disobbedire giacché se farlo non corrisponde più ad un atto eversivo (del cambio direzione, intendo) come pensava il prete, e invece diventa esattamente il suo opposto, ossia “obbedire” al senso comune, al diktat del vita mea mors tua, del che m’importa a me!!! E allora ho deciso di disobbedire a modo mio, abbasso il PIL, non vado all’expo, ed anzi ogni giorno che passa mi segno su un taccuino tutti gli atti di disobbedienza che riesco a compiere, poi magari ogni tanto ve ne lascio traccia da queste parti, come queste cose qui: mi compro il vino del contadino – tiè – senza bollicine, di quello che “spunta” ma non diventa aceto perché ci ha tassi alcolici da molotov; non mi faccio wattsup (alla faccia della collega che mi dice, ma come non lo sapevi? Ma io l’ho detto su wattsup – ma perché non me lo dici davanti alla macchinetta del caffè visto che lì ci vediamo tutti i giorni?); e Faccia Libro non mi avrà, ed anzi me ne vado in giro a lasciare i libri che ho già letto sulle panchine, con una dedica “a chi lo sa”, che magari lo trova e se lo legge, sino alla prossima panchina; e mi vado pure a vedere gli spettacoli teatrali delle piccole compagnie di paese, quelle sommerse che strappano tre secondi scarsi di applausi, quelle di attori domenicali che si eccitano se finalmente una pro loco qualsiasi gli offre un gazebo e venti sedie di plastica, uno spazio dove, anche se recitano da cani, per un attimo si dimenticano che il giorno dopo è lunedì e ricomincia l’incubo della cassintegrazione; e me ne vado a comprare i libri nelle librerie che tengono aperte coi denti, quattro metri per quattro che odorano di muffa, e il libraio in pantofole, e compro le patate dal contadino tedesco e fricchettone, e poi, e poi… e voi?
Ah, dimenticavo, se avete voglia e tempo per cose disobbedienti, ve ne lascio qui una piccola traccia!

22 pensieri su “Disobbedienze a basso costo

  1. Le gambe le abbia il libro, ad andar tondo…
    E lasciarsi andare come straccio — da sconfitto mai vinto — tra le braccia impazienti di una panchina

  2. La tua è una resistenza forte e vera, perché praticata da pochissimi, perché combatte i veri poteri di oggi, che invadono ogni nostro angolo della vita (a partire dal lavoro e dagli affetti).

    • Per di più – e ciò è sublime – è resistenza che non lascia traccia di stanchezza, che si può opporre lentamente, a piccole dosi! :-)

  3. I tuoi scritti sono nutrimento per la mente. Oltretutto, fai anche un lavoro che dona il massimo possibile in termini di sensibilizzazione alla cultura e al dialogo, con lo sguardo costantemente rivolto al futuro (cosa ancora più importante).

    Paradossalmente (ma neanche tanto), in un mondo dominato dall’ansia di tecnologia ed “evoluzione”, i gesti che tu auspichi sono tra i pochi veramente innovativi, perché segnano vera discontinuità rispetto all’uniformità dei comportamenti di massa.

    Ci servono due cose: da una parte mantenere vivi la curiosità e il desiderio di trovare percorsi alternativi, dall’altra fare in modo che la possibilità di camminare a zig-zag sia garantita da condizioni non solo giuridiche ma anche economiche (due fronti sui quali siamo messi piuttosto male…)

    Per ora sembra siamo perdenti, ma in realtà chi dovrebbe aver vinto ha già perso. Speriamo solo che la vittoriosa sconfitta di certi soggetti non crei troppi danni e che la “nottebuia” passi in fretta. 😉

    • Credo che cercare di contrastare il potere sia una battaglia persa, quello è il “potere”, appunto, per definizione, e noi no! E allora c’è una terza via tra la sconfitta ineluttabile e la vittoria improbabile… semplicemente rendere il potere inutile, non negoziare la propria dignità, disobbedire, appunto, scoprire in questo una nuova grande virtù che, in definitiva, consiste poprio nel rendere il potere in quanto tale una scatola vuota, un inutile orpello, bigiotteria piuttosto modesta, volgare persino, e praticarlo prassi da idioti! L’importante è che divenga pratica diffusa e condivisa, come dire, non più un faro nella notte, ma il sol dell’Avvenire, oltre la “nottebuia”, “na iurnata e sole”! Grazie davvero. :-)

  4. Son venuta dell’idea che, con l’età raggiunta , posso rispondere, serenamente ed educatamente, pan per focaccia. a persone con le quali di solito si ritiene sconveniente battibeccare.
    Faccio un esempio : al parroco venuto per la benedizione, che mi ha criticata perchè non mi vede mai a messa, ho risposto che non voglio più avere niente a che fare con la chiesa cattolica.
    Al professore da 300 euro che ci ha fatto attendere tre quarti d’ora, ho consigliato di ricevere meno pazienti, aumentando un po’ l’onorario, ma di essere puntuale.
    Insomma piccole soddisfazioni.
    Buon tutto!
    Cri
    .

    • Saranno piccole ma sono sempre soddisfazioni, (quella col parroco poi, credo che potrei ingrassare anche un paio di chili) e come farne a meno? Buon tutto anche a te!

  5. Beh io ne condivido già molte delle tue ma quello che vorrei chiederti … mi piacerebbe sapere le panchine che frequenti, ad un buon libro non riesco proprio a sottrarmi :)
    Ciao Giò, lieta di leggere che le mosche bianche tengono duro.
    Francesca

    • Ognuno di noi ha le proprie panchine elettive, non rimane che puntare occhi giusti per coglierne il dettaglio… lieto anch’io di riuscirci e sono sicuro di non essere solo anche perché posso leggere le tue cose! Buon tutto :-)

  6. Atti di disobbedienza molto creativi,utili anche alla mente.Seguo le tue tracce e sulle tue panchine ,virtuali,ho trovato sempre ottimi libri ed attuo anch’io alcune delle tue disobbedienza.Ho peccato,confesso,visitando l’Expò,ma volevo esserci.Adoro le piccole librerie,polverose e confusionarie,mi interessano anche i” piccoli editori” che cercano e ci regalano spesso delle rarità.E poi,le anche piccole piccole rivoluzioni personali ,ci difendono dalla indifferenza e l’omologazione.

    • All’Expo, è un peccato veniale, ma merita una espiazione seria: ore penitenti nelle librerie più polverose della tua città, alla ricerca di libri all’indice da leggere lentamente, parola dopo parola, sino all’ultima panchina! Buon tutto :-)

      • Ho iniziato la penitenza da subito,con un consistente bottino di libri…inconsueti,compreso qualcuno dei tuoi lasciati tempo fa su una panchina virtuale.Sono tutti arrivati oggi,pane per le mie vacanze,già domani.Ciao

        • Vacanze proficue, dunque, vacanze disobbedienti, vacanze di lettura, vacanze di resistenze al tempo dei social… Buona lettura… e, ovvio, buone vacanze slow :-)

  7. Come era….? “bisogna andare contro vento se si vuole spiccare il volo”
    Contro vento da sempre, quanto al volo… Beh, non so
    :)

  8. il fatto che uno degli atti di disobbedienza che intendi compiere sia quello di non andare all’expo, caro il mio Già per questo ti sei aggiudicato la mia illimitata incommensurabile stima e ammirazione, e sìììììììì mi unico anche io alla lista dei disobbedienti, inizierò subito la mia lista :)

    complimenti un post che fa sorridere altresì riflettere mi piace soprattuto quel…
    disobbedire giacché se farlo non corrisponde più ad un atto eversivo (del cambio direzione, intendo) come pensava il prete, e invece diventa esattamente il suo opposto, ossia “obbedire” al senso comune

    è una piccola perla di saggezza ^ _ ^

    • Io pensavo di organizzare dei veri e propri tour di persone che si vedono con il preciso intento di non andare all’expo, potrebbe essere il primo tour per “non” andare da qualche parte, il ribaltamento paradigmatico della vacanza cash % carry! Un atto di disobbedienza definitivo! :-)

  9. … bisognerebbe sempre disubbidire a ciò che va contro il buon senso, l’onestà, la giustizia ed il bene comune!
    Lo faccio da sempre e ti avverto: non sarai ben visto e perderai molti “amici”! La buona notizia è che però, ti sentirai molto più libero e troverai tante nuove e vere persone con le quali condividere la tua disobbedienza! 😉
    Buona settimana.

    • Ma che amico è uno che non accetta che tu sia libero… verrebbe da dire meglio perderlo che trovarlo, dunque, mezza pena. Al contrario sono convinto come te che il mondo dei disobbedienti sia un mondo colorato, ricco di suggestioni belle, pieno di bella gente! :-) Buona settimana “disobbediente-resistente” anche a te!

I commenti sono chiusi.