Punti zero e dentizioni!

Mi sono concesso un lungo periodo di latitanza da queste pagine. Ed anche da quelle dei miei amici blogger (verrò a trovarvi più spesso nei giorni a venire, adesso ne ho la facoltà, soprattutto mentale). Anche il mio computer sembra stia per tirare le cuoia. Poi il trasloco, il lavoro che tende ad essere presente anche quando farebbe meglio a starsene un po’ tranquillo, e soprattutto quello che vi ho raccontato nel post precedente. Scorcio Bibbiena2009-06-01Una fatica… Mi sembra ieri che se ne parlava ancora in via ipotetica sulla terrazza del vecchio Aldo Palazzolo, questa estate, con la visione di Ortigia dappertutto, e lo scirocco del tramonto che – senza fare troppi sforzi, a dire il vero, visti i soggetti – si oppone a movimenti muscolari eccessivi. “Ma chi te lo fa fare”, mi diceva. Come se volesse convincere soprattutto se stesso che non ne valeva la pena, sapendo entrambi che in realtà la cosa l’avremmo fatta: lui mi avrebbe portato la sua mostra, ed io sarei andato avanti perché, in un modo o nell’altro, si deve dare un senso compiuto al nostro stare su questa terra. E chi se ne importa se questo senso spesso lo condividiamo in tre o quattro. Così, e chi l’avrebbe detto, alla fine BEA (Bibbiena Editoria Arte, sempre quella del post precedente) è nata, con le contraddizioni dei giovani, le dolorose conquiste della dentizione. Piano piano ha preso corpo, superando diffidenze antiche, quelle che certe cittadelle ritenute inespugnabili ed assai poco popolari nell’immaginario collettivo, come quelle della cultura e dell’arte, si portano dietro. Alla fine si è conclusa oltre il “punto zero” della prima prova sperimentale.
Ogni momento è stato occasione di incontri e discussioni intorno a fotografia, arte, esposizioni, eventi, poesia e tutto quanto la fantasia è riuscita ad inventare con leggerezza, ironia, gioia e voglia di vivere. Vuol dire che attorno ai luoghi di una storia importante, si cerca ancora la parola, la trasmissione di esperienze, la quiete dell’ascoltare senza doversi preparare alla guerra quotidiana contro l’avanzata dell’inciviltà dei tempi. I moderni barbari non sono lanzichenecchi, ma menti raffinate, con una devastante potenza di fuoco. Inutile girarci attorno, si è provato a costruire l’antidoto alla mediocrità di chi non ama il sapere, la conoscenza, lo studio, la riflessione, lo spirito critico. Si è voluto stabilire un contatto per dare fisicità a pagine scritte e idee per un pubblico che abbia disponibilità a confrontarsi, a misurarsi con la complessità della vita e di un mondo sempre più indecifrabile, a mettersi in discussione, a rimodellare il suo punto di vista con l’esperienza del vissuto. La cultura che ancora una volta si oppone, può essere l’occasione per quelli che credono che la libertà, la conoscenza, sono cose ben più importanti dell’accontentarsi del giudizio di stomaco che viene fuori ogni qualvolta un’idea minacci privilegi e tornaconti. Oltre ai racconti che si dispiegano nel mondo, volevamo uno specchio che riflettesse le nostre rughe e i nostri tic. Uno specchio parlante che ci descrivesse nei particolari per continuare a volerci bene. Nonostante i tempi, e nonostante noi…
Adesso non rimane che ripartire, già da domani, sapendo che non sarà più una ipotesi sperimentale quella che ci toccherà, ma qualcosa che ha acquisito la concretezza e i respiri ampi di nuove conoscenze e nuovi canali di comunicazione. Sappiamo che per questo sarà tutto più semplice perché più difficile, a questo punto, sarà rinunciare a provarci ancora, giacché è ormai chiaro che sono diverse le strade che si sono incrociate, e tante quelle che intendono proseguire insieme (anche le vostre, se vi va). :-)

18 pensieri su “Punti zero e dentizioni!

    • Grazie Cri, è una costruzione che avviene ogni giorno, cui ciascuno partecipa come può, anche semplicemente parlandone. E’ questa, credo la novità che si è intesa praticare, la condivisioine più ampia possibile, perché di capi e capetti, di pifferai magici, non se ne può più. Intanto è stato gettato un seme, vediamo se ciò che ne verrà fuori sarà all’altezza delle aspettative. :-)

  1. Se ti scrivessi solo “magnifico!” parrebbe una parola buttata lì, così.
    Quel tuo “volevamo Uno specchio parlante che ci descrivesse nei particolari per continuare a volerci bene. Nonostante i tempi, e nonostante noi…” mi ha aderito talmente ai pensieri da lasciarmi senza parole.
    C’é ancora vita su questo Pianeta! Oh yeah!

    • C’è vita, per fortuna, ma occorre essere visionari, o provare ad esserlo ogni giorno, per guardare oltre e cercare di trovarne tracce in ogni anfratto nascosto. Capisco che prevale quel detto famoso che “senza soldi non si canta Messa”, filosofia che garantisce sepolture assai poco degne ai sopravvissuti, ma chi se ne frega! :-)

  2. Grande, Giò, come sempre! Questa volta ancora di più perché, se ho capito bene, il progetto non solo ha suscitato interesse e partecipazione ma intende approfondire le proprie esperienze e crescere.
    Avete dunque inoculato la Parola e mi auguro riusciate a vaccinare quanta più gente possibile contro l’imbarbarimento e la desertificazione imperanti.

    Ritornare all’antico, per riscoprire un futuro.

    :-)

    • Grazie!!! Non so se abbiamo inoculato la Parola, però qualche piccola soddisfazione ce la siamo presa. E’ una strada tortuosa quella intrapresa, ma mi sa che è imprescindibile, forse per il semplice fatto che occorre dare senso all’esserci! :-)

    • Ce l’ho fatta a farcela :-) è vero… ma ti garantisco che non era scontato. Grazie davvero, giacché se è andata bene è dipeso tanto dal fatto che in molti hanno pensato positivamente l’esito di questa cosa, e gli incoraggiamenti, poi, sono serviti molto!
      Buon tutto!!!

  3. La parte più difficile, in tutte le cose, è l’inizio; una volta che si infrange quel muro il resto vien da se!
    Il mondo ha bisogno di gente che, secondo le proprie possibilità e le proprie inclinazioni, trovi la voglia ed il coraggio di condividere con gli altri quello in cui crede, la cultura, la bellezza, la bontà, la fede … etc, etc !! Organizzando eventi di questo tipo si avvicinano le persone…ed è qualcosa di meraviglioso!
    A presto.

    • A ciascuno secondo i propri bisogni, ciascuno secondo le proprie possibilità… mi piacerebbe un posto in cui questo semplice dettato di buon senso si realizzi pienamente in ogni istante di vissuto quotidiano. Ci si può provare, lentamente, è ovvio, l’affanno è nemico della costruzione di un altro che sia davvero oltre; mettere in pratica questa cosa semplice, passo dopo passo, si spera, possa portare ad un bel contagio positivo.
      Grazie e buon tutto! :-)

  4. Be’, felice che sei ritornato e che ci racconti queste belle cose. Se sei stato via per questo, lontano dal blog ma vicino alla vita culturale, ti perdoniamo :)
    Avanti così…

    • Grazie, penso che sarò un po’ più presente adesso sul mio ed i vostri blog… in fin dei conti è un modo anche questo per esserci. Per il resto non si finisce mai di progettare, diventa un imperativo categorico giacché la barbarie è sempre in agguato. Non so se le cose che faccio ne sono davvero un antidoto efficace, ma se non altro mi danno il conforto di provarci. Come si diceva una volta… “quando pioveva io c’ero!” . :-)

  5. e l’assessorato alle dismissioni e cul-(tura) come l’ha presa? sono passati a disinfestare per paura di essere contagiati?
    😀

    • No, ma li abbiamo cercati tramite “Chi l’ha visto”, e qualcuno li ha visti fuggire atterriti per i boschi con presidi sanitari da fare invidia ad un lazzaretto!” :-)

  6. E’ bello rileggerti e trovare conferma che è stato giusto crederci.Ci sono barriere invisibili,e forse neanche tanto,difficili da scalfire:servono fiducia,tenacia ed un pizzico di follia ,ed i risultati arrivano.Un po per volta,come dici giustamente,ma progettare è già creare ponti verso possibilità diverse e nuove forme di comunicazione e condivisione.Alle prossime esperienze..

    • Grazie, ed hai ragione. Progettare intanto da un senso alla nostra presenza su questa terra, e progettare vuol dire proprio costruire ponti. Fa piacere anche a me averti ritrovato qui, e ti lascio con una cosarella di quelle che piacciono a me, a proposito di ponti e progetti. :-)

      • Ho gradito,e ascoltato:grazie per gli ottimi suggerimenti.Erano altre stagioni,quando ascoltavamo quella musica,era un mondo in movimento e mi sembrava davvero di esserne parte,ma forse ci siamo solo incrociati,sfiorati,mi sono distratta un momento ed il mondo cambiava,velocemente.Per quello apprezzo chi ha voglia e coraggio di continuare a costruire..

        • Ma forse il mondo non si è mai fermato, solo sembra che vada da un’altra parte rispetto a quella che pensavamo fosse la direzione giusta, o, almeno, quella che ci sarebbe piaciuta. Ma da qualche parte, forse, c’è anora una barra che si può pilotare. E vale la pena cercarla per dare un senso alle cose che facciamo, o che semplicemnte ci piacerebbe fare. Grazie per essere tornata da queste parti. :-)

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